cos'è celiachia

Celiachia: cos’è e cosa mangiare

La celiachia è un’infiammazione cronica dell’intestino tenue scatenata da un’intolleranza permanente al glutine. Questa componente proteica si trova nel frumento ed in altri cereali (orzo, farro, segale, spelta, triticale, avena, kamut, seitan, malto) e viene attivata con l’aggiunta di acqua e durante la formazione del classico impasto.

Malattia autoimmune, la celiachia (altrimenti nota come morbo celiaco o enteropatia) impedisce la corretta assimilazione della proteina che pertanto si trasforma in un agente tossico. L’unica cura possibile consiste nell’eliminazione del glutine dalla dieta quotidiana.

Effetti dannosi del glutine

L’intolleranza permanente al glutine comporta una reazione del sistema immunitario che rifiuta la componente proteica e produce seri danni all’intestino tenue. Questo tratto è normalmente costituito da numerosi villi, piccole anse il cui compito è quello di assorbire le sostanze nutritive. La proteina atrofizza le strutture intestinali causando il malassorbimento di ferro, vitamine, grassi, proteine e zuccheri. La celiachia non è solo causata da fattori ambientali ma anche genetici. Tuttavia, chi possiede i geni HLA-DQ2 e HLA-DQ8 non necessariamente sviluppa la malattia ma ne è predisposto. La diagnosi viene confermata dalle analisi del sangue e dalla biopsia intestinale endoscopica. L’indagine è parecchio invasiva e consiste nell’estrarre una parte di tessuto dall’intestino tenue per poi analizzare le lesioni ed il grado di atrofia mediante un esame istologico.

Sintomi della celiachia

Il morbo celiaco presenta un quadro clinico abbastanza diversificato. Alcuni soggetti possono manifestare diarrea, dimagrimento marcato o altrimenti sintomi extra-intestinali come aborti frequenti, anemia, infertilità, amenorrea, osteoporosi, ulcere al cavo orale, alopecia, dermatiti, scarso sviluppo in altezza, dolori articolari, l’insorgenza di ulteriori malattie autoimmuni fino a casi più gravi come il linfoma intestinale. In Italia la celiachia colpisce in particolare più le donne che gli uomini, con un’incidenza del 27% sulla popolazione nazionale. In genere, si manifesta durante l’infanzia ma può anche presentarsi in età adulta dopo i 40 anni.

Differenza tra celiachia e sensibilità al glutine

cura celiachiaLa sensibilità al glutine si distingue dalla celiachia in quanto gli effetti durano solitamente pochi minuti o qualche ora. Inoltre, il disturbo temporaneo potrebbe regredire escludendo per un certo periodo l’assunzione di glutine dalla propria dieta. I sintomi spaziano dalla nausea alla diarrea, dal vomito al meteorismo, dal colon irritabile al gonfiore intestinale, dalla difficoltà di concentrazione, alla confusione mentale fino alla sonnolenza.

Cosa fare se si sospetta di essere celiaci

Al minimo sospetto di celiachia è sempre bene rivolgersi ad un Medico di Medicina Generale. Questa figura professionale è molto utile per effettuare una diagnosi precoce e per guidare i pazienti verso uno specifico percorso gluten free. Saprà indirizzarli anche a strutture adeguate presenti nelle città più vicine. L’Associazione Celiachia Italiana, presente in ogni regione su tutto il territorio nazionale, costituisce un ulteriore punto di riferimento per i neo celiaci.

Cosa mangiare

L’unica cura possibile per attenuare i danni da celiachia è la privazione di alimenti contenenti il glutine. Eliminare definitivamente la proteina dalla propria dieta quotidiana non è così semplice. Purtroppo è presente in molti cibi, con un elevato rischio di contaminazione soprattutto nei processi di lavorazione dell’industria alimentare. Per preservare la salute dei pazienti l’AIC ha suddiviso gli alimenti in tre categorie:

-permessi, ovvero quei cibi che possono essere consumati senza timore perché naturalmente privi di glutine. In genere, non sono presenti nel prontuario stilato dall’AIC;
– vietati, cioè quegli alimenti non adatti ai celiaci e non inseriti nel prontuario;
– a rischio, che potrebbero contenere alcune tracce di glutine, seppur minime. Per cui controllare sempre le etichette ed i tipi di lavorazione a cui i cibi sono sottoposti. L’elenco è presente nel prontuario AIC anche online.

Alimenti ammessi per i celiaci

In genere, i celiaci possono consumare:

  • alcune tipologie di cereali, farine e derivati come riso; mais sia in chicchi che cotto a vapore; grano saraceno ed amaranto in chicchi; miglio e quinoa in semi; tutte le tipologie di tuberi; il teff ed il sorgo in chicchi; l’avena ma attenendosi alle indicazioni suggerite dal Ministero della Salute.
  • carne, pesce, molluschi e crostacei non miscelati con altri ingredienti; pesce al naturale, sott’olio, affumicato, senza additivi sostanze aggiunte ed aromi; uova e prosciutto crudo.
  •  latte fresco, a lunga conservazione e ad alta digeribilità purché privo di aromi e sostanze aggiuntive; formaggio fresco e stagionato anche senza lattosio; yogurt bianco, naturale sia intero che magro anche delattosato; yogurt greco e panna fresca purché senza aggiunta di altre sostanze.
  •  tutti i tipi di verdure fresche ma anche essiccate, liofilizzate, congelate e surgelate; verdure e funghi sott’olio, in salamoia, sotto sale e sott’aceto; funghi freschi, surgelati, secchi oppure in scatola; preparati per minestrone a base esclusivamente di ortaggi; tutti i legumi tra cui lenticchie, ceci, fagioli, lupini, carrube, fave, piselli, soia.
  •  frutta sia fresca che secca, disidratata, essiccata ma non infarinata; con o senza guscio; frutta sciroppata; frullati e mousse realizzati con sola frutta.
  •  bevande gassate/frizzanti senza edulcoranti; succhi di frutta senza vitamine, coloranti, aromi o conservanti.
  • caffè classico e decaffeinato, in cialde e capsule; tè classico e deteinato; camomilla; tisane a base di erbe, aromi e frutta.
  •  vino, spumante e distillati purché senza aggiunta di altre sostanze.
  • miele, zucchero, sciroppo d’acero e di agave; fruttosio allo stato puro. Attenzione al cacao in polvere ed evitare assolutamente torte, biscotti ed altri preparati realizzati con farine non idonee.
  • burro, strutto, olio vegetale, aceto di vino e balsamico DOP ed IGP; aceto di mele; lievito; semi; spezie ed erbe aromatiche anche con aggiunta di sale; passata di pomodoro, pomodoro concentrato e pelati purché senza aggiunta di altri ingredienti; pepe; sale; curry e zafferano.
  • integratori alimentari solo se con dicitura gluten free.

Il problema della celiachia ha sensibilizzato parecchio il Ministero della Salute negli ultimi anni. Oggi i celiaci possono vivere una vita “normale”, contando su una vasta gamma di prodotti per la prima colazione, la panificazione, varie tipologie di pasta e snack sfiziosi reperibili anche al supermercato. Non mancano i pub, le pizzerie e le pasticcerie con marchio gluten free.

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