dieta lemme

Cos’è la dieta Lemme e perché non è consigliabile?

Chi è il dottor Lemme

La dieta Lemme prende il nome dal suo ideatore, il dottor Alberico Lemme, farmacista di Desio che nel 2000 ha fondato l’Accademia Filosofia Alimentare, la cui mission è quella di creare un giusto rapporto tra persona e cibo e di fornire gli strumenti necessari per autogestire la propria alimentazione. Spesso il dottor Lemme ha ammesso di non apprezzare molto il termine ‘dieta’, poiché la sua sarebbe più un’educazione alimentare a lungo termine.
“Non ho l’obiettivo di essere accettato e riconosciuto come scienziato o genio. Avendo la consapevolezza della superiorità del mio cervello e di quanto sono avanti rispetto a tutti”.

Inizia così “La dieta Lemme”, edito da Mondadori. Facile comprendere come non sia riuscito a guadagnarsi la simpatia di tutti, considerato anche che il dottore consiglia di iniziare il suo metodo solo dopo che la persona propensa a dimagrire (non possiamo parlare di pazienti, in questo caso, poiché il dottor Lemme non è un medico) abbia superato un test per verificare la sua attitudine e la sua reale volontà di seguire questo regime alimentare. Questo è uno dei motivi per cui chi seguirà la sua dieta verrà definito “cadetto”, “allievo” o semplicemente “ciccione”.

È noto, infatti, che il dottore abbia la bizzarra abitudine di insultare le persone in sovrappeso che a lui si rivolgono per dimagrire.
Contestato dalla comunità medica e da biologi e nutrizionisti per i suoi modi poco etici e per la dieta da lui creata, che non avrebbe nessun fondamento scientifico ma sarebbe anche nociva per chi la segue, il dottor Lemme è comunque diventato in pochi mesi il “dietologo dei vip”, grazie a molte incursioni televisive che hanno evidenziato il suo carattere eccentrico e sfacciato.
Si tratta sicuramente un piano alimentare controverso e contestato ma vanta un impatto mediatico senza precedenti grazie anche ai testimonial di rilievo, molti personaggi dello spettacolo e della televisione, che ne hanno spesso argomentato i benefici.

In cosa consiste la dieta

La dieta Lemme ha molto fatto parlare di sé. Curiosa, controversa ma anche molto contestata dagli esperti, è diventata nel giro di pochi anni uno dei pilastri della materia dietetico-dimagrante in Italia e non solo. Il percorso alimentare si divide essenzialmente in due fasi: la prima è quella del dimagrimento vero e proprio e dura pochi giorni; la seconda fase invece consiste nel mantenimento, nella cosiddetta “rieducazione alimentare” ed è un periodo che dura circa tre mesi, in cui il dottor Lemme prosegue inculcando i principi nella mente del cadetto, ma che dovrà protrarsi per tutta la vita.

Ciò che il dottor Lemme ha scardinato completamente nei modelli dietologici preesistenti è innanzitutto il fatto che non ci sarebbero privazioni, ma solo un cambio radicale degli orari della tipica assunzione dei cibi. Non a caso si parla di “dieta degli spaghetti a colazione”. Sarebbe quindi possibile perdere una modica quantità di chili senza privarsi di nessun alimento ma seguendo regole precise.
Contrariamente a quanto viene sempre consigliato, il dottor Lemme esclude l’attività fisica dalla prima fase, poiché questa porterebbe ad ingrassare e non a dimagrire. Niente sale, aceto, caramelle o chewing gum.

dimagrire dieta lemmaNiente latte, niente caffè d’orzo e niente zucchero. Sì al fruttosio. Sì al caffè amaro ma mai decaffeinato. Sì agli spaghetti, categoricamente no agli altri formati di pasta.

La trafilatura dello spaghetto, infatti, creerebbe un rapporto tra superficie esterna e cuore (che andrebbe lasciato al dente in cottura) perfetto per l’assimilazione intestinale ideale, senza innalzamenti del tasso glicemico.

Ovviamente vanno mangiati a colazione, perché dopo il crepuscolo gli ormoni in circolo nel nostro corpo tenderebbero a cambiare e gli stessi spaghetti si trasformerebbero in breve tempo in odiosi chili di troppo.

La frutta è da evitare tassativamente, poiché solo pochi grammi si potrebbero trasformare in mezzo chilo di tessuto adiposo. Mai carboidrati e proteine insieme, motivo per cui la dieta viene considerata una sorta di variante della dieta dissociata. Niente a che vedere, insomma, con la tipica dieta mediterranea a cui siamo tanto abituati, considerata dal dottor Lemme un’inutile moda dai risvolti pericolosi e cancerogeni.

Solo pochi alimenti, quindi, da mangiare in quantità industriali e solo in orari rigidamente prefissati. Senza la possibilità di integrare importanti elementi nutritivi che verrebbero quindi a mancare al nostro organismo, con conseguenze potenzialmente gravi.
Un esempio concreto di dieta? Nei primi due giorni braciole di maiale (consentiti fino a 10 kg a pasto) e caffè amaro a colazione, un limone come spuntino, petto di pollo a pranzo e pesce spada a cena, sempre nelle consuete quantità illimitate.

Perché la dieta Lemme non è consigliabile

La dieta Lemme non ha nessun fondamento scientifico, come già detto, e sebbene i risultati di un eventuale dimagrimento siano reali, le possibili controindicazioni derivanti da tale regime alimentare hanno portato medici e biologi a schierarsi contro il dottor Lemme.
È una dieta ad alto tasso proteico, per cui fegato e reni potrebbero essere seriamente affaticati da questa condizione, al punto di subire delle anomalie strutturali.

Purché si escludano i cibi incriminati non si hanno problemi di quantità, anche dieci o più chili di pasta asciutta in pochi giorni sono consentiti. E qui si arriva al risultato psicologico sperato: essendo consentiti pochissimi alimenti, seppur senza limitazioni nelle quantità, chi segue la dieta perde nel giro di pochi giorni l’interesse nei confronti del cibo.

Il conseguente dimagrimento immediato è palese. Ma si può considerare sano?
Bisogna poi dire che per chi non soffre di pressione alta, la dieta, che non apporta il minimo necessario di sale e zuccheri, potrebbe essere pericolosa e portare ad abbassamenti improvvisi della pressione sanguigna. E perdere così tanti chili in un solo mese (anche dieci secondo le promesse del dottor Lemme) significherebbe perdere sia il grasso che il magro del proprio corpo, cioè sia massa muscolare che tessuti nobili, creando danni irreparabili.
È assolutamente da evitare in gravidanza, poiché lo squilibrio alimentare che ne deriva potrebbe portare problemi di sviluppo al feto.

Oltre a ciò bisogna considerare due aspetti psicologici importanti: innanzitutto, come già detto, la monotonia data dal dover mangiare sempre gli stessi alimenti porterebbe in breve tempo ad abbandonare la dieta. Tanto sacrificio per nulla, quindi. E poi il tanto temuto effetto rebound, ovvero abbandonata la dieta si potrebbe iniziare a fare un uso spropositato del sale, ad esempio, o dei carboidrati prima vietati.

Da non sottovalutare assolutamente è anche l’aspetto economico: tra visite, obbligo ad acquistare i libri, consulenze telefoniche obbligatorie con il dottor Lemme e spesa al supermercato per acquistare quantità industriali di carne o di pesce, si spenderebbero circa 600 euro solo per il primo mese.
Insomma, affidarsi a diete lampo del genere potrebbe mettere seriamente a repentaglio la nostra salute. L’educazione alimentare è alla base del nostro benessere psico-fisico ed è sostenuta, da sempre, dall’importanza di fare pasti completi e regolari, che siano equilibrati e che apportino tutti i nutrienti necessari nelle giuste proporzioni, anche in fase di dimagrimento.

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