dieta del crudismo

Crudismo: cos’è e quali sono vantaggi e pericoli

Il Crudismo: cos’è?

Con il termine crudismo (anche chiamato raw food) si intendono molteplici pratiche alimentari che escludono dalla dieta cibi trattati fisicamente, biologicamente e geneticamente. Questa tipologia di dieta nasce da Maximilian Bircher-Benner che trattò pazienti affetti da ittero con un regime alimentare a base di mele crude con ottimi risultati. Tuttavia, questo specialista partì da un concetto ancor più antico che risiede nella cultura culinaria dell’uomo primitivo. La specie umana, infatti, prima della scoperta del fuoco era solita alimentarsi solo ed esclusivamente di alimenti crudi. Studi eseguiti sui resti e sui reperti dell’epoca, hanno dimostrato che lo stato di salute dei nostri lontani antenati era nettamente migliore del nostro.

Negli ultimi anni la dieta crudista è diventata una vera e propria tendenza. Personaggi pubblici, attori, star di Hollywood e molti altri sostengono di seguire questo regime alimentare da tempo e di averne tratto notevoli benefici.
Lo scopo è quello di non consumare cibi che, per via dei trattamenti, abbiano perso le loro proprietà nutrizionali originali.
Infatti i crudisti, ossia coloro che seguono una dieta cruditsta, consumano tendenzialmente prodotti non cotti o lavorati ma sopratutto di stagione.
Come accennato in precedenza, esistono varie tipologie di crudismo. Alcune di esse ammettono sia cibi vegetali che animali, mentre altre rifiutano questi ultimi.

Più in generale, dunque, vengono definite diete crudiste tutte quelle che escludono alimenti trattati.
Tuttavia sono ammessi cibi trattati meccanicamente o termicamente. Il trattamento termico non deve superare nel limite superiore i 42° C e nel limite inferiore 1° C.
Questi valori sono definiti poiché si è stimato che da 43° in su, le proteine inizino a perdere i propri nutrienti e dai 0° in giù, i liquidi si ghiacciano rompendo le membrane cellulari e alterando le caratteristiche nutrizionali degli alimenti.
Senza ombra di dubbio, lo stile alimentare più conosciuto e attuato in linea con i principi crudisti è quello vegano.

Esistono però anche crudisti nell’ambito della dieta vegetariana, onnivora e carnivora. Inoltre, è riconosciuto il crudismo fruttariano, ossia lo stile alimentare che consente il consumo di soli frutti.
È bene ricordare che non esistono studi approfonditi sulla dieta crudista. Essendo una filosofia culinaria nascente, non si è raccolto, ad oggi, sufficiente materiale per determinare con assoluta certezza quali siano i pro e i contro che ne derivano. Allo stesso modo, pur avendo a disposizione poche informazioni, alcuni esperti hanno stilato una lista approssimativa di problematiche e vantaggi. Questi derivano solo ed esclusivamente dalle analisi eseguite su alcuni soggetti che seguono con costanza la dieta crudista da un tempo determinato.

Quali sono i vantaggi del regime crudista?

Nonostante il crudismo sia uno stile alimentare molto controverso gli esperti, mediante i loro studi, sono riusciti a definite i vantaggi che può apportare all’organismo. I cibi crudi, infatti, posseggono e mantengono intatti i valori nutritivi che con la cottura si deteriorano.
Ad esempio, alcuni enzimi essenziali per favorire la digestione, superando i 49°, si perdono completamente. Seguendo una dieta crudista dunque, è possibile assumere enzimi che altrimenti, con la cottura, verrebbero persi.
Inoltre, mangiare frutta e verdura cruda permette di integrare moltissimi antiossidanti.

Questi, oltre a prevenire l’invecchiamento cellulare, contrastano i radicali liberi, responsabili del deterioramento delle stesse.
Un’altra qualità della dieta crudista è che, mangiando esclusivamente cibi crudi o cotti a determinate temperature, questi risulteranno molto più digeribili e facilmente assimilabili da parte dell’organismo.
Un vantaggio ottenibile seguendo questa filosofia culinaria è senza dubbio la disintossicazione. Infatti, esattamente come nelle diete normali nelle quali si consiglia di iniziare un pasto con un frutto o una verdura cruda, allo stesso modo, nutrirsi esclusivamente di alimenti non trattati permetterebbe al corpo di disintossicarsi eliminando più agevolmente le scorie e le tossine.

E ancora, in alcuni soggetti si sono riscontrati benefici per quanto riguardano i valori di colesterolo. Infatti, le analisi fatte su alcuni soggetti crudisti hanno dimostrato che questa dieta permette di mantene bassi i livelli di colesterolo cattivo nel sangue e di abbassare i valori nel caso in cui questi fossero elevati. Questo permetterebbe di ridurre l’insorgenza di gravi malattie cardiache e cardiovascolari.
Anche sul fronte ambientale si possono ottenere dei benefici notevoli. Infatti, applicando questa filosofia si eliminerebbe il 90% della spazzatura derivante dagli scarti di cucina e dagli involucri di determinati cibi lavorati e confezionati. Analogamente, preferendo cibi non cotti o poco lavorati si ridurranno notevolmente gli sprechi di gas e di energia elettrica.

Ci sono pericoli?

Data la scarsità di materiale raccolto su questo argomento, così come per i vantaggi, anche gli svantaggi non sono ben chiari. Sicuramente non esistono gravi controindicazioni. Tuttavia, l’alimentazione è molto importante per mantenere il fisico e l’organismo in buona salute. Prima di prendere una decisione di questo tipo è fondamentale consultare il proprio medico curante e un nutrizionista i quali, solo dopo accurati esami, potranno definire se sia o meno opportuno.

Gli studiosi che si sono occupati di questa nascente tendenza culinaria sono concordi dell’affermare che, il crudismo minacci l’organismo e il suo corretto funzionamento. È molto importante approcciare al crudismo progressivamente per evitare che il corpo possa subite uno shock specialmente a livello intestinale. Nei soggetti che soffrono frequentemente di colite, infatti, questo tipo di dieta potrebbe essere svantaggioso.

È noto altrsì a tutti che, cuocendo determinati alimenti, si possano prevenire intossicazioni o condizioni come la toxoplasmosi e più in generali problemi gastrointestinali. Non solo la carne e il pesce ma anche gli stessi germogli possono essere portatori di batteri come listeria, salmonella ed Escherichia coli.
Inoltre, analisi scientifiche hanno dimostrato che un’alimentazione crudista apporterebbe all’organismo un forte scompenso specialmente per quanto concerne i valori di vitamina B12 e vitamina D.

In alcuni casi, si è riscontrato un abbassamento della densità ossea e una parziale o totale amenorrea nel caso di soggetti crudisti di sesso femminile.
In conclusione, è importante approcciarsi a questa particolare dieta solo se si è certi del proprio (buono) stato di salute accertato da attente analisi mediche. Allo stesso modo, non avendo sufficienti opinioni e studi, risulta eccessivo demonizzare o escludere a priori la possibilità di seguire una dieta crudista.

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