cos'è Dieta Adamski

Dieta Adamski: come mangiare per sgonfiare la pancia

La pancia gonfia: un problema molto diffuso

Il gonfiore addominale è un problema abbastanza diffuso e ha cause molto differenti tra di loro. Un banale rigonfiamento della pancia può avvenire in caso di influenza o durante un periodo prolungato di costipazione. Anche una dieta eccessivamente favorevole ad alimenti ricchi di fibre e carboidrati come pane e pasta integrali, insieme a un consumo sostenuto di verdure crude, possono provocare rigonfiamenti della pancia anche di notevole entità e della durata di molti giorni.

Più in generale qualunque modifica al regolare funzionamento del microbiota intestinale come ad esempio l’introduzione di nuovi alimenti, una variazione brusca e repentina dell’alimentazione, l’assunzione di medicinali come gli antibiotici, lo stress e l’eccessivo consumo di alcool possono attivare il gonfiore addominale. Nelle donne gli squilibri ormonali, in particolare dovuti alla menopausa, possono concorrere nell’attivare periodicamente gonfiori. Altre situazioni possono essere la presenza di malattie a carico del sistema endocrino come ad esempio il diabete oppure il permanere per lungo tempo di uno stato di stress eccessivo o di disturbi della sfera psicosomatica.

In ogni caso il gonfiore addominale è piuttosto fastidioso e, pur non essendo particolarmente grave, porta sempre un senso di disagio abbastanza marcato capace di provocare un disturbo continuativo nel tempo. Sebbene un ripristino della funzionalità naturale della flora intestinale sia sempre possibile in breve tempo, non sempre il gonfiore di pancia sparisce. Altri fattori come ad esempio le intolleranze alimentari, una fra tutte quella al lattosio, se non sono correttamente diagnosticate, possono nel tempo cronicizzare fino a portare sempre e costantemente il fastidiosissimo gonfiore di pancia che non passa mai e che crea anche sgradevoli effetti estetici.

Come contrastare il gonfiore addominale e recuperare il giusto benessere

Il controllo del gonfiore addominale passa attraverso una corretta gestione dell’alimentazione. Pasti sregolati e di bassa qualità favoriscono gli squilibri della flora intestinale soprattutto in caso di stress prolungato e stanchezza. Dolci, carni grasse, cibi fritti o troppo elaborati, materie prime scadenti e un eccesso di carboidrati favoriscono sicuramente il dismetabolismo corporeo e il nostro intestino ne risente.

Spesso chi non ha patologie tende a sottovalutare i rischi di un’alimentazione senza controllo favorendo così lo stress continuativo a carico dell’apparato digerente. In linea generale mangiare carni bianche, olio extravergine d’oliva e pesce possono aiutare se accompagnati da verdure e frutta di stagione insieme ad una regolare attività fisica.

Se da una parte un migliore controllo di quello che si mangia è davvero indicato, spesso è necessario ricorrere a dei dietologi specialisti che possono consigliare in modo professionale ed efficace dei metodi anche in associazione ad integratori e regolarizzatori della flora batterica. Non sempre un’alimentazione ben equilibrata è sufficiente e per risolvere in modo concreto il problema della pancia gonfia occorre mettere in conto che può servire tempo e la giusta consulenza da parte di uno specialista.

La Dieta Adamski: un metodo innovativo per affrontare il problema della pancia gonfia

Grazie alle intuizioni del naturopata Frank Laporte Adamski si è visto che lavorare sulle combinazioni di alimenti può aiutare efficacemente la digestione portando come benefici un regolare funzionamento del microbiota intestinale. Creare delle interazioni costruttive tra le diverse tipologie di alimenti favorisce il dimagrimento naturale ma limita concretamente la pesantezza di stomaco, la digestione lenta, il reflusso gastroesofageo, la stitichezza, i dolori articolari, l’insonnia e di conseguenza il rigonfiamento addominale.

Il problema quindi non risiede nella quantità eccessiva di cibo ma principalmente nelle combinazioni tra le diverse tipologie di alimenti che, se effettuate in modo errato, portano a evidenti squilibri non solo a carico del nostro apparato digerente.

Il nostro intestino ha un compito fondamentale, quello di permettere l’assimilazione dei nutrienti e di espellere in modo regolare i prodotti di scarto della digestione, ovvero le feci. Lavorando sul concetto che gli alimenti hanno tempi di assimilazione differenti il naturopata Frank Laporte Adamski ha intuito che combinando le differenti velocità di digestione dei singoli cibi nel modo più naturale e favorevole al nostro apparato digerente è realmente possibile limitare, se non annullare del tutto, buona parte dei disturbi compreso il gonfiore addominale.

Secondo gli studi di Adamski è possibile classificare i cibi in base alla velocità di digestione suddividendoli in due categorie: gli alimenti veloci acidi, gli alimenti lenti basici e gli alimenti neutri. Il principi di base da tenere in mente sono che gli alimenti neutri aumentano la velocità di digestione di tutte le altre tipologie mentre è assolutamente da evitare l’assunzione contemporanea di alimenti veloci e lenti. La classificazione non tiene in considerazione il pH ma esclusivamente la velocità con cui il nostro corpo riesce a digerirli.

Come applicare il metodo ideato dal naturopata Frank Laporte Adamski

Se si vuole applicare la dieta Adamski occorre avere una pianificazione corretta e molto precisa di ciò che si vuole mangiare. Occorre sicuramente un quaderno in cui annotare tutto quello che si mangia e tenere bene in mente di evitare di combinare in un unico pasto i cibi ad assimilazione lenta con quelli veloci. Il metodo di per sé non è particolarmente complesso e non implica delle privazioni alimentari o il controllo sulle quantità.

La semplice associazione eseguita in modo corretto permette in pochi giorni di recuperare la giusta funzionalità intestinale e di ridurre l’incidenza del gonfiore addominale. Ovviamente sarà necessario trovare una tabella o un testo dove vengono classificati tutti gli alimenti in base alla velocità di assimilazione e comunque evitare di assumere cibi poco salutari è sempre consigliato.

Tra i cibi veloci sono presenti lo yogurt, i pomodori, i peperoni e la frutta mentre i prodotti ad alto contenuto di carboidrati, la carne, il pesce e i formaggi sono classificati come lenti. Latte, caffè, vino, aceto, olio extravergine d’oliva fanno parte della categoria neutra. Tra le combinazioni più comuni che secondo la dieta Adamski sono errate spiccano la pasta al pomodoro, la pizza rossa, una classica colazione con pane, latte e dolci oppure l’associazione del pesce con il limone.

La dieta appare quindi uno strumento interessante a patto di seguirne lo schema in modo fedele e non concedersi strappi alla regola. Occorre evidenziare però che la dieta Adamski non tiene conto delle intolleranze al lattosio e che in generale è un regime ipocalorico. Inoltre non sempre le associazioni sono realmente corrette e la stima della velocità di assimilazione degli alimenti è un parametro di difficile misurazione e dipendente da molti fattori individuali. Per questi motivi, prima di applicarla, soprattutto se si hanno patologie a carico, è sempre meglio contattare un nutrizionista.

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