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Dieta Montignac com’è e tipologia menù

Dieta Montignac: perdi peso mangiando meglio

La dieta Montignac, nota anche come metodo Motignac, è una filosofia alimentare perfettamente equilibrata che mira principalmente alla perdita di peso senza restrizioni, obiettivo raggiungibile non con la riduzione delle calorie, tipica magari delle diete ipocaloriche o di quelle “ad urto”, ma attraverso la prevenzione del diabete mellito, mediante la lotta all’iperinsulinemia e tramite la riduzione dei fattori di rischio vascolare.

Le origini

Per comprendere la storia di questo metodo, occorre necessariamente far riferimento alla biografia di Michael Montignac, nato ad Angoulême, in Francia nel 1944. L’inventore di questo metodo da bambino era obeso e figlio di genitori obesi. Per molti anni aveva seguito diete senza conseguire rilevanti miglioramenti. I chili smaltiti finivano per essere riacquistati nel momento in cui ritornava al normale regime alimentare. Quando iniziò a lavorare nelle risorse umane di una nota multinazionale francese, Montignac ebbe la possibilità di accedere ad una miriadi di preziose informazioni scientifiche che lo aiutarono a formulare la sua ipotesi sui motivi dell’incremento di peso. Approfondì gli studi e decise di testare sulla sua persona la dieta da lui ideata: il metodo Montignac. Risultato? In tre mesi aveva perso 14 chili.

La notorietà della dieta Montignac raggiunge il culmine negli Anni ‘80

La fama per questo metodo non tardò ad arrivare. In gran parte contribuirono libri a tema da lui scritti e dedicati a chi per lavoro è costretto spesso a mangiare fuori, alle donne che desiderano avere la silhouette perfette, agli over 50 che finiscono per ingrassare e alla prevenzione dei rischi di natura cardiovascolare. Totale: 18 milioni di copie vendute in 42 paesi e tradotte in 24 lingue.

La partecipazione a convegni dedicati al tema della sana alimentazione e della nutrizione, tenuti presso rinomate università di tutto il mondo, l’appoggio degli scienziati e sforzi di marketing di una certa rilevanza gli conferirono successo ed autorevolezza.

Come funziona la dieta Montignac?

Le colonne portanti di questa filosofia alimentare non restrittiva sono le seguenti:

· Le persone sono in sovrappeso non per la quantità, ma per la qualità degli alimenti assunti.

· Il calcolo delle calorie dei cibi è un’operazione inutile che non porta da nessuna parte.

· Dato che a contare è l’IG (indice glicemico) dei cibi, occorre scegliere quelli che ne hanno uno basso. Il motivo? Gli alimenti ad alto IG comportano l’aumento della glicemia e l’organismo si ritrova a secernere l’insulina che è deputata appunto all’abbassamento della glicemia. Di fatto, si accumulano grassi nei tessuti e a lungo andare il risultato finale è il sovrappeso o nei casi più critici l’obesità.

· Il pane, di tipo integrale, è opportuno assumerlo solo a colazione o a merenda.

· 1 o 2 bicchieri di vino al giorno fanno bene alla salute, ma mai a stomaco vuoto.

Quali sono i cibi consentiti nella dieta Montignac?

efficacia dieta montignacTutti quelli che presentano un indice glicemico inferiore a 50. Presentiamoli perciò in rapida carrellata.

– Pesce, salumi, carne rossa, carne bianca, formaggi, stagionati, uova – > IG = 0

– Yogurt magro, agrumi, mandorle, albicocche, noci, zucchine -> IG = 15

– Cioccolato amaro, lenticchie -> IG = 22

– Pompelmo, latte -> IG = 30

– Carote crude -> IG = 35

– Pane integrale, fragole -> IG = 40

– Spaghetti al dente -> IG = 45

– Uva -> IG = 50

Quali soni gli alimenti non consentiti nella dieta Montignac?

Come già anticipato, tutti quelli che hanno un indice glicemico superiore a 50. Eccoli uno ad uno in ordine decrescente.

– Zucchero -> IG = 100

– Patate fritte -> IG = 95

– Purè di patate -> IG = 90

– Riso, miele, carote cotte -> IG = 85

– Patate bollite, ravioli, peperoni, ananas -> IG = 70

– Marmellata, fette biscottate, pizza – > IG = 65

– Gelato, pasta fresca, melone, banane -> IG = 60

– Kiwi, spaghetti ben cotti -> IG = 55

Le due fasi della dieta Montignac

Fase I: il dimagrimento

Le tempistiche della prima fase di dimagrimento risultano differenti da persona a persona. Tutto dipende dall’importanza del sovraccarico ponderale. La scelta delle proteine, così come quella dei lipidi, deve essere effettuata in maniera oculata. Per ciò che concerne la categoria dei glicidi, è necessario selezionare solo ed esclusivamente qui cibi con un IG che non deve oltrepassare 35. Il motivo? A pasti ultimati, l’organismo deve indurre una risposta insulinica quanto più contenuta possibile. Nella fase di dimagrimento, pertanto, non occorre saltare pasti, bisogna fare una colazione ricca, un pranzo più o meno normale e una cena leggera. Gli spuntini da fare nel corso della giornata sono massimo due (uno tra colazione e pranzo e l’altro tra pranzo e cena). Infine, va tassativamente evitato l’accumulo dei lipidi.

Fase II: la stabilizzazione e la prevenzione

La seconda fase, nota come stabilizzazione e prevenzione, è incentrata su una scelta di alimenti con indice glicemico non superiore a 50. Questa fase, come si può facilmente intuire, è decisamente meno restrittiva rispetto a quella di dimagrimento, ed è possibile seguirla per l’intero arco della vita.

È possibile fare strappi alla regola?

La risposta è affermativa. Una tantum si possono mangiare anche cibi con indice glicemico superiore a 50, purché si bilanci con alimenti a ridotto IG.

Dieta Montignac: menù

Per il menù completo della dieta Montignac, ti rimando alla lettura del testo “Ricette del metodo Montignac”, edito in Italia da Hobby & Work.

Pertanto, nella prima fase di dimagrimento, la colazione deve essere basata su pane integrale accompagnato da marmellata senza zucchero yogurt magro, formaggio fresco privo di grassi, muesli senza zucchero e cereali senza grassi. Il caffè deve essere rigorosamente decaffeinato. Ottimo il latte scremato.

Come spuntini, una mela o un altro frutto fresco.

Il pranzo deve essere proteico, ergo il salmone con spinaci con contorno di insalata, formaggio, lattuga, cetrioli sono cibi irrinunciabili.

Un uovo sodo a merenda va benissimo.

La cena deve essere preferibilmente, ma non necessariamente a base di verdure: minestroni, zuppe, carciofi cotti al vapore, lenticchie, petto di pollo bollito, macedonia di pesche sono alcuni dei cibi da far ruotare nel corso della settimana.

Nella seconda fase, di stabilizzazione e prevenzione, il menù verte su una maggiore flessibilità. Ergo, a colazione puoi concederti del prosciutto crudo, del formaggio caprino, una frittata agli spinaci, dei cereali d’avena e del latte scremato o del tè.

Come spuntino, una mela o una pesca.

Per quanto riguarda il pranzo, cibi che non devono mai mancare sono il petto di pollo con contorno di insalata, un frullato di lamponi, un filetto di vitello, una fettina di formaggio magro, lenticchie, melenzane, fagiolini, fichi freschi,

Per cena, formaggio caprino o rucola, carciofi, pasta con capperi, galletto al vino, fragole.

Conclusioni

Con il metodo Montignac, non conta l’apporto calorico di un alimento ma il suo carico glicemico. Ciò vuol dire che in questo stile alimentare, che si pone l’ambizioso obiettivo di adattarsi prevalentemente a tutte le culture, non sono le calorie che fanno ingrassare, ma la qualità dei cibi. Per tenere sotto controllo il peso corporeo, le scelte alimentari, di fatto, vengono applicate in base all’indice glicemico degli alimenti.

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