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Intolleranza al lattosio: cause ed alimenti consigliati

L’intolleranza al lattosio è una condizione che viene scatenata dall’ingestione di latte e di suoi derivati. È causata dall’incapacità dell’organismo di digerire il lattosio, lo zucchero presente nel latte, per la mancanza della lattasi, l’enzima che è in grado di scindere e appunto di digerire il lattosio.

Le cause dell’intolleranza al lattosio

La causa più comune dell’intolleranza al lattosio è la riduzione nel tempo dell’enzima lattasi. Tale diminuzione inizia in genere nei primi anni di vita, ma i sintomi si manifestano in genere soltanto in età adulta. La componente familiare, in questo caso, sembra giochi un ruolo importante.
Diverso è il caso dell’intolleranza al lattosio secondaria, che si manifesta in seguito a disturbi intestinali o diarree acute.

In questo caso si tratta di un’intolleranza temporanea che tende a scomparire entro tre o quattro mesi al massimo.
Molto più rari sono invece i casi di intolleranza congenita, causata dalla mancanza dell’enzima lattasi sin dalla nascita.
L’intolleranza non va confusa con l’allergia al latte vaccino, che causa gas e diarrea a causa della digestione non corretta del lattosio e la conseguente fermentazione.

La percentuale di popolazione intollerante al lattosio è molto variabile. Da decisamente bassa nell’Europa settentrionale (dove non supera il 10%), diventa elevatissima in Africa e in Asia, dove raggiunge punte superiori all’80%.

I sintomi dell’intolleranza al lattosio

La comparsa dei sintomi causati dall’intolleranza al lattosio compaiono dai 30 minuti alle due ore dopo la sua ingestione. Il disturbo si manifesta in genere con diarrea,
gonfiore e a volte crampi a livello addominale, senso di eccessiva pienezza, flatulenze e nausea. Ovviamente la gravità dei sintomi dipende dalla quantità di lattosio ingerita e da fattori individuali.

Ma da cosa sono provocati questi disturbi? Se l’organismo non è in grado di produrre l’enzima lattasi, il lattosio transita nell’intestino senza essere digerito ed arriva fino al colon. Qui viene attaccato dalla flora intestinale e viene trasformato in molecole di idrogeno, anidride carbonica, metano e composti acidi. Questi, assieme al lattosio, richiamano acqua nell’intestino e quindi causano la diarrea.

La diagnosi dell’intolleranza al lattosio

Data la stretta correlazione tra l’ingestione di latte (o di altri alimenti che contengono lattosio) e la manifestazione dei sintomi, è abbastanza semplice individuare un’intolleranza.
Esistono comunque degli strumenti che permettono di confermare l’ipotesi.

Il più utilizzato è il breath test, basato sul fatto che le grandi quantità di idrogeno prodotto dalla fermentazione intestinale viene, in parte, eliminato con la respirazione. Al paziente viene quindi somministrato del lattosio: il breath test permette di misurare la quantità di idrogeno esalato prima e dopo la somministrazione.

Altri test sono decisamente più invasivi, come la biopsia duodenale o particolari esami del sangue.
Nel caso di neonati, ai quali sarebbe difficile praticare un breath test, si opta solitamente per un test che misura l‘acidità delle feci.

La cura e la dieta

caratteristiche intolleranza lattosioNon esistono cure in grado di risolvere il problema: l’unica soluzione praticabile consiste nell’eliminazione del lattosio dalla propria dieta, in modo da cancellare alla radice la causa.
Per gran parte delle persone è sufficiente ridurre la quantità di lattosio, in quanto sono in grado di tollerare una certa quantità dello zucchero presente nel latte e nei suoi derivati.

L’eliminazione del lattosio dalla dieta non risulta però facile in quanto è presente in molti alimenti, anche insospettabili. Oltre che nei derivati del latte, il lattosio si trova ad esempio anche nelle cipolle, nei broccoli, nelle uova e nelle pere.

Serve fare molta attenzione alle etichette dei prodotti pronti e a quelle di pane e altri prodotti da forno,cereali per la prima colazione, purea di patate, margarina, caramelle, snack pronti, alimenti surgelati e molto altro. Il lattosio viene utilizzato anche per la preparazione di insaccati e si trova anche in diversi farmaci, oltre che negli integratori alimentari.
Al contrario di quanto si potrebbe immaginare, invece, la concentrazione di lattosio è molto bassa nello yogurth e nei formaggi stagionati.

Alimenti sì e alimenti no

Veniamo dunque a cosa può comprendere la dieta delle persone intolleranti al lattosio e quali sono, al contrario, gli alimenti che vanno assolutamente evitati per evitare i dolorosi sintomi di questo problema.
Gli alimenti che possono essere consumati senza alcun problema sono i

  • cereali,
  • le semole,
  • le farine e le pappe senza latte
  • i pop corn,
  • i corn flakes,
  • il pane bianco semibianco e integrale.

Non creano alcun problema anche

  • pasta,
  • riso,
  • patate,
  • legumi secchi. Fette biscottate, cracker e altri prodotti da forno possono essere consumati assicurandosi che non sia presente latte negli ingredienti.
    Consentiti il miele, lo zucchero e, come detto, lo yogurth e i formaggi stagionati. Il latte vaccino può essere sostituito dal latte di soia, di riso o di cocco o ancora dal latte delattosato.

Assolutamente vietati, invece, ovviamente il latte, ma anche i formaggi freschi, la panna, i formaggini da spalmare, i gelati, i frappé e tutti i cibi che contengono latte. Anche pane al latte, cioccolato (sia al latte che fondente), burro e margarina vanno evitati, come del resto gli insaccati. Per quanto concerne questi ultimi, in commercio si trovano diversi insaccati confezionati che riportano la dicitura “senza lattosio” e possono quindi essere tranquillamente consumati.

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