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La dieta Dash per preservare il cuore:quali benefici?

DASH è l’acronimo di Dietary Approaches to Stop Hypertension, ed il nome è già di per sé esempio paradigmatico dello scopo che questo regime alimentare persegue; essa, infatti, non è una semplice dieta finalizzata alla perdita di peso, ma contempla primariamente un mantenimento della pressione arteriosa entro limiti fisiologici.

Dieta Dash, quando, dove e perché è nata

Questo particolare approccio alimentare è il frutto di diversi anni di studio condotti dai ricercatori dell’Università di Harvard e finanziati dal National Heart, Lung, and Blood Institute. Non è un caso che sia nata negli Stati Uniti; è qui, infatti, che l’ipertensione (come in realtà si verifica nella maggior parte dei paesi sviluppati), si configura come il principale fattore di rischio per altre patologie a carico dell’apparato cardiocircolatorio, prima tra tutte l’aterosclerosi, tra le cause principali di morte negli USA.

Questo triste primato è per lo più dovuto alle malsane scelte alimentari che vengono abbracciate in diversi parti del mondo, ormai, e che sono frutto delle condizioni di vita mutate, sempre più interessate ad ottimizzare i tempi, anche per mangiare, sacrificando per questo la salubrità dei pasti.

Tra i cibi che maggiormente incidono sulla pressione arteriosa si classificano al primo posto i grassi saturi (ricchi ad esempio nei cibi fritti, largamente consumati nelle catene di fast food), ed il sodio che è invece tra i principali costituenti del sale da cucina (NaCl); quando l’apporto di sodio supera la soglia di escrezione renale, questo non viene più correttamente eliminato, si accumula a livello ematico contribuendo, attraverso un insieme di processi, ad elevare la pressione sanguigna.
Non a caso tale regime alimentare si propone di limitare l’assunzione di grassi saturi e di sale, preferendo, come vedremo meglio in seguito, frutta e verdura di stagione, cereali, yogurt, e cibi sani per definizione, un po’ come da tempo raccomanda la italianissima dieta Mediterranea.

Il successo senza fine

dieta dash menùDal momento in cui è stata proposta, questa dieta è sempre rimasta al centro dell’attenzione; questo perché oltre ai comprovati benefici sull’ipertensione, coloro che hanno seguito questo regime alimentare hanno sperimentato una perdita di peso, senza però dover praticare rinunce faticose, digiuni prolungati e sacrifici inauditi.

Si è visto, infatti, che agendo sulla qualità del cibo piuttosto che sulla quantità, si poteva perdere peso in maniera equilibrata tra parte liquida e grassi corporei, arrivando ad eliminare fino a 4 chilogrammi nel primo mese.

Tutto questo ha contribuito all’incredibile successo, che le è valso il primato di migliore dieta al mondo, secondo un’indagine condotta dallo U.S. News & World Report.

Alimenti permessi ed alimenti vietati

Uno dei punti di forza di questa dieta è quello di non essere un regime strettamente dimagrante, bensì un approccio salutare e bilanciato al cibo.
A differenza delle diete drastiche e privative, nella dieta Dash non esistono dei veri e propri alimenti vietati, se si fa eccezione per il sale da cucina che dev’essere consumato con parsimonia, e per i grassi saturi che devono essere quanto più possibile evitati. Non esistono neppure delle tabelle che scandiscono il tipo di pasto da consumare in ogni momento del giorno, per questa ragione chi decide di intraprendere questo percorso mantiene anche una certa libertà su cosa mangiare.

Quelle che gli esperti forniscono sono delle semplici linee guida; si suggerisce di consumare tre pasti completi al giorno e due spuntini, opportunamente suddivisi nell’arco della giornata. Globalmente l’apporto calorico giornaliero deve variare tra le 1700 calorie, fino alle 3000, in relazione al sesso, all’età, al tipo di attività svolte, ed anche in funzione del risultato che si intende ottenere; qualora lo scopo primario fosse quello di contrastare o prevenire l’ipertensione, si concede un apporto più generoso, al contrario se di concerto vi è il desiderio di perdere peso, allora si tende a decrementare l’apporto calorico.
In ogni caso appare palese che non si tratta di una dieta rigida.

Altro consiglio è il consumo di frutta e verdura fresche di stagione, tra cui si prediligono zucca, finocchi, albicocche, prugne, broccoli, pomodori e ciliege. Anche la frutta secca deve essere consumata, ma massimo due volte a settimana; essa, infatti, contiene un quantitativo di grassi di gran lunga superiore alla frutta fresca.
L’apporto carboidratico è soddisfatto dal consumo di porzioni di pasta e pane, vengono consentiti anche latticini, quali yogurt e latte parzialmente scremato, mentre le proteine vengono assunte attraverso pesce e carne principalmente bianca, oltre che con i legumi.

Altri consigli ed informazioni utili

Unitamente alle accortezze alimentari, gli esperti suggeriscono di limitare, se non eliminare, il consumo di alcolici, che di base risultano dannosi per l’apparato cardiocircolatorio. Viene, coerentemente, sconsigliato anche il fumo ed il consumo di caffè ed altri energy drink, che potrebbero vanificare i benefici ottenuti sull’ipertensione.
Nonostante sia una dieta bilanciata, adatta alla stragrande maggioranza degli individui, è comunque importante seguire i consigli di un medico prima di intraprendere la dieta DASH, cosicché vengano accertate come idonee le condizioni di salute.
È importante associare un’opportuna idratazione assumendo minimo un litro e mezzo di acqua naturale al giorno.

Le notevoli peculiarità di questa dieta hanno fatto sì che si diffondesse rapidamente dagli USA ad altre parti del mondo, giungendo fino in Italia, dove molteplici sono le community di persone che hanno abbracciato questa filosofia e si confrontano ogni giorno sul web.

È evidente che essa rappresenta un approccio importante per i soggetti che soffrono di ipertensione, o magari per chi, avendo un quadro familiare particolare, è particolarmente predisposto a sviluppare quadri patologici a livello cardiocircolatorio.
È bene però sottolineare la vicinanza di questa dieta a quella mediterranea, che alcuni esperti indicano più indicata, principalmente per quanto concerne la vicinanza alle nostre abitudini alimentari, qualora si desiderasse primariamente perdere peso.

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