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La dieta del gruppo sanguigno: come funziona? Opinioni e principi

Alimentazione e salute

La salute è al primo posto nella vita quotidiana di un individuo uomo o donna . Se il corpo e la mente sono in equilibrio, vivere la propria vita lavorativa, sociale e amorosa diventa una realtà bellissima e al contempo meravigliosa. Mens sana in corpore sano, era il detto degli antichi classici.

Nella vita moderna si è troppo spesso dimenticato tale aspetto. Le giornate scorrono veloci, il lavoro è frenetico e alla fine si saltano i pasti giornalieri o si segue un alimentazione scorretta.

Questo determina tutta una serie di conseguenze che influenzano le nostre giornate e la nostra mente.

Uno dei fattori fondamentali alla base dello star bene e del sentirsi in forma è proprio l’assunzione di alimenti che utilizziamo al fine di fornire energia al nostro corpo.

Più i cibi sono salutari e vari, maggiore sarà la capacità del nostro corpo a generare energia per le attività fisiche e intellettuale e a rispondere alle malattie.

La dieta del gruppo sanguigno

L’attenzione per l’alimentazione negli ultimi decenni ha portato allo sviluppo di nuove teorie e programmi alimentari che possono essere considerati utili al fine di mantenere un corpo in salute ed eliminare le sostanze che possono essere nocive per la nostra vita quotidiana.

Un esempio è quella della dieta del gruppo sanguigno, ovvero della teoria secondo la quale ad ognuno dei quattro gruppi sanguigni di riferimento si associano determinati tipi di alimenti.

La dieta del gruppo sanguigno è stata ideata dal medico e naturopata italo-americano Peter D’Adamo, il quale scrisse un libro Eat Rigth 4 your Type, nel quale ipotizzava e sosteneva che a influenzare il nostro metabolismo vi erano dei cibi che potevano essere nocivi.

Vi sono quattro gruppi sanguigni. Ad ognuno di essi corrispondono degli alimenti che per caratteristiche sono considerati benefici, altri che appaiono neutri e altri ancora che sono invece nocivi.

Quindi in questo programma alimentare, devono essere eliminati per un determinato periodo di tempo gli alimenti nocivi in modo da ripristinare un metabolismo corretto ed eliminare le scorie tossiche nel nostro corpo.

La teoria dei gruppi sanguigni

La dieta del gruppo sanguigno si basa quindi su uno studio approfondito del dottor D’Adamo sui gruppi di sangue. In medicina il gruppo sanguigno è predeterminato alla nascita e indica la caratteristica presenza di determinate sostanze, chiamate antigeni, presenti nei globuli rossi.

Se questi antigeni sono presenti oppure no, avremo la determinazione di quattro gruppi: 0, A, B, AB. Peter D’Adamo sosteneva nei suoi studi che i gruppi sanguigni si sono evoluti in fase successiva durante l’evoluzione dell’essere umano.

Quindi in origine eravamo tutti “0” quando l’uomo ha iniziato la colonizzazione del pianeta come primate. Successivamente con lo sviluppo dell’agricoltura e quindi degli alimenti collegati, si è creato il gruppo “A”.

Con l’intensificarsi dell’allevamento come fonte alimentare di sostentamento, invece si è delineato il gruppo “B”. Infine il gruppo AB ancora oggi rarissimo, si è creato per una mutazione genetica tra i gruppi A e B.

In base a questa teoria, D’Adamo raggruppa le tipologie di cibi che possono essere assunte da un singolo individuo, in base a determinate caratteristiche che sono influenzate dal gruppo sanguigno di appartenenza.

Quindi coloro che hanno un gruppo sanguigno “0” sono cacciatori e raccoglitori, gli appartenenti al gruppo “A” invece sono agricoltori, quelli del gruppo “B” allevatori e infine il gruppo AB è ibrido contenente sia caratteristiche del gruppo A che quelle del gruppo B.

In base alla loro principale attività quindi gli appartenenti a un gruppo possono assumere determinati alimenti. Per dare valore scientifica a questa teoria, Peter D’Adamo notò che in alcuni alimenti sono presenti le lectine, che sono una famiglia di proteine con la funzione del riconoscimento dei polisaccaridi.

Quindi vi possono essere dei cibi, che contengono delle lectine a cui un gruppo sanguigno è intollerante . In questo caso, nel momento in cui viene ingerito il cibo, il sistema immunitario, riconosce le sostanze presenti come nocive e quindi interviene producendo una reazione immunitaria.

Quel prodotto viene considerato non adatto a quel determinato gruppo sanguigno.

La sindrome metabolica

La dieta del gruppo sanguigno, non è considerata principalmente una forma di dieta al il fine di produrre il dimagrimento di un individuo sia di sesso maschile che femminile, ma un programma alimentare ad esso collegato, finalizzato a migliorare la qualità di vita di un individuo, riducendo le malattie del metabolismo ad esse collegate, come la sindrome metabolica.

Con questo termine si identifica una condizione clinica per la quale si possono sviluppare diverse patologie a carico del sistema digerente che determinano il presentarsi di malattie come l’obesità, la resistenza all’insulina, l’ipertensione arteriosa, i disturbi digestivi.

Seguendo il programma alimentare del gruppo sanguigno, si prevengono e si eliminano tali problemi, ripristinando un sistema metabolico corretto ed eliminando le tossine presenti nel proprio corpo.

Categorie di cibi per la dieta

Partendo dai gruppi sanguigni e dalle loro caratteristiche genetiche, D’Adamo divide gli alimenti in tre categorie: benefici, neutri o nocivi.

  • Se si considera il gruppo sanguigno “0” per esempio, dato che secondo la teoria, il gruppo corrispondeva a soggetti cacciatori e raccoglitori, si presume che la loro principale fonte alimentare sia la carne, frutta e verdura. Quindi i soggetti con tale gruppo sanguigno, devono seguire una dieta principalmente con carne e pesce, frutta e verdura, evitando prodotti come quelli derivanti dai cereali o i latticini.
  • Coloro invece che appartengono al gruppo sanguigno “A” in origine erano agricoltori, quindi per questi soggetti un programma alimentare ricco di vegetali, permette un metabolismo equilibrato e salutare. Dovrebbero evitare quindi alimenti come la carne, il latte , preferendo legumi,verdure e frutta secca.
  • Gli appartenenti al gruppo “B” in origine erano allevatori, e quindi vivevano della carne dei loro animali. Il profilo alimentare collegato, deve consistere in una dieta a base di carni, sia rossa che bianca, pesce, verdure a foglia verde e frutta.
  • Infine vi è il gruppo “AB”. Peter D’Adamo definì tale gruppo come una modificazione genetica dei gruppi A e B. Gli appartenenti a tale gruppo hanno caratteristiche alimentari collegati a l’uno o all’altro.

È un gruppo difficile per la creazione di un profilo alimentare per le sue caratteristiche. Quindi nella dieta sarà presente carne, ma prevalentemente , bianca, pesce e latticini, frutta e verdura. Si dovrebbero limitare la pasta e gli insaccati.

La dieta funziona?

Si è molto dibattuto sulla validità scientifica della dieta del gruppo sanguigno. Le prove scientifiche che supportano tale teoria per alcuni medici non sono complete e sufficienti.

Vi è però da considerare che vi sono individui che rispondono meglio a una dieta vegetale, ricca di legumi e verdure, rispetto ad altri che invece in fase di dimagrimento o di correzione della proprio alimentazione hanno maggior rispondenza, con un profilo alimentare a base di carne , pesce e verdure.

Il principio alla base della dieta dei gruppi sanguigni è una realtà. Vi sono delle sostanze, rispetto ad altre che un determinato organismo non tollera.

Eliminando per un periodo di tempo quell’alimento, si determina un miglioramento della qualità di vita del soggetto, con un rafforzamento del sistema immunitario.

Correggere la propria alimentazione, variandola e assumendo cibi salutari e privi di grassi, non può essere altro che un vantaggio per il nostro stato psico fisico. La dieta del gruppo sanguigno, parte da questo presupposto.

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