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La dieta per la fertilità

Da ormai diversi anni l’alimentazione è entrata prepotentemente nella nostra quotidianità non soltanto per un corretto apporto energetico, e non più per soddisfare le nostre voglie più golose, ma in modo sempre maggiore influenza il nostro benessere, la nostra salute e tutti gli aspetti della nostra vita che ci permettono di star bene e di considerarci persone sane, di avere una maggiore longevità e a livello generazionale di trasmettere questo benessere anche ai nostri figli.

Sappiamo che la nostra alimentazione è strettamente legata alla nostra vita e che la nostra dieta influenza la nostra salute, gli stati infiammatori ad esempio sono spesso causati da una scorretta alimentazione, da intolleranze o da vere e proprie allergie, e questi stati possono influire pesantemente anche sulle capacità di concepimento per coloro che desiderano diventare genitori; per questo motivo è opportuno indagare sulla relazione che intercorre tra la dieta e la risposta ormonale, ponendo l’attenzione sulla fertilità cercando di approfondire questo argomento facendo chiarezza sulle relazioni principali.

Statistiche di tipo geografico

Un primo interessante spunto si trova analizzando a livello statistico la nascita di bambini nei Paesi industrializzati rispetto ai Paesi meno industrializzati.
Studi dimostrano come nei Paesi più poveri il concepimento è molto più alto che nei Paesi ricchi, e correlando questi dati con l’alimentazione degli adulti in questi Paesi è possibile notare come alimenti “poveri” come le verdure, i legumi, il pesce siano certamente più consigliati rispetto ai carboidrati, ai grassi, ai dolci e alle carni, specie quelle rosse, che portano invece a problemi di salute, e relazionare questi disturbi a problemi riproduttivi è immediato.
Inoltre altri fattori intervengono in questa analisi, nei paesi di maggiore ricchezza c’è anche maggiore pigrizia, questo spesso porta al sovrappeso e perfino all’obesità, anche in questo caso è facile relazionare queste conseguenze alle cause di tipo alimentare.
Molto interessante inoltre è considerare come nei Paesi poveri, persino dove ci sono carestie e fame, non soltanto non ci sono problemi di fertilità, ma non esistono neppure problemi di allattamento, problemi in crescita invece nei Paesi ricchi, industrializzati dove paradossalmente gli ospedali, la medicina e l’innovazione scientifica sono moderni e migliori.

L’infertilità maschile

Negli uomini il problema di infertilità è dovuto per una percentuale non trascurabile alla oligospermia (spermatozoi pigri) o alla azoospermia (assenza di spermatozoi); anche per queste cause esistono studi che hanno dimostrato come dopo un periodo di dieta alimentare di almeno sei mesi è visibile una densità maggiore di spermatozoi con una mobilità maggiore, con conseguente aumento delle probabilità di concepimento.

L’infertilità femminile

Tralasciando casi complessi come fibroma, endometriosi, ciste ovarica, quando una donna ha problemi di fertilità ma dalle classiche analisi non emergono particolari problemi specifici, spesso il problema è da ricercare in infiammazioni locali, e anche in questo caso l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale.
Anche per le donne si è dimostrato attraverso diversi studi che diminuire ad esempio la frutta (che contiene fruttosio) a favore di verdure può costituire un miglioramento.

Legame tra alimentazione e ormoni

Alcuni esempi di legame esistente tra alimentazione e risposta ormonale: il pancreas secerne insulina che stabilizza la glicemia e il conseguente senso di appetito o fame; gli eccessi di zuccheri possono causare infiammazioni o addirittura il diabete; eccedere con carboidrati raffinati può portare ad avere difficoltà nel concentrarsi e senso di stanchezza; un eccessivo consumo di dolci e latticini può causare variazioni nel livello di estrogeni, gli ormoni sessuali femminili, che hanno forti influenze sulla salute psicofisica delle donne, influenzandone ad esempio gli stati d’ansia.
La serotonina, il famoso ormone del buon umore, si sviluppa grazie alle cellule dell’intestino, ed una sua carenza può anche portare a problemi alimentari come la bulimia.
Il cortisolo, l’ormone dello stress, dipende molto da ciò che mangiamo, è luogo comune che mangiare troppa carne faccia diventare irascibili, eccedere con i cibi calorici appesantisca i reni e ci renda affaticati e stressati.
L’assunzione di grosse quantità di cloruro di sodio (il comune sale da cucina) ha una importate relazione con la maggiore secrezione nell‘ipotalamo di vasopressina, che ha una funzione importante sull’idratazione del corpo, sulla ritenzione idrica e sull’ipertensione.
Tutti questi esempi dimostrano quanto il nostro corpo, attraverso il sangue e gli ormoni sia legato alla nostra dieta alimentare.

Gli alimenti

Certamente non esistono cibi che possano darci la certezza di essere fertili, così come è impossibile dire che il consumo di determinati alimenti aiuti le donne a rimanere incinta, tuttavia vediamo quali sono le linee guida per avere maggiori possibilità di procreare.

Le proteine vegetali sono consigliate rispetto a quelle animali, meglio consumare lenticchie, fagioli, ceci, piselli e noci.

Il latte è al centro di una forte discussione, secondo alcuni studi il consumo di latte, latticini, yogurt e formaggi porta ad un eccessivo apporto in termini di chilocalorie generando anche il rischio di infiammazioni, causando una diminuzione della potenziale fertilità, mentre altri studi consigliano il latte, meglio se intero, a patto di non associarlo contemporaneamente al consumo di carni rosse, secondo quest’ultimo studio infatti la presenza della panna nel latte ha un effetto benefico a livello ormonale.

Meglio i carboidrati integrali rispetto a quelli troppo raffinati, evitare l’eccesso glicemico e preferire riso e cereali integrali, un recente studio inoltre mette in risalto le proprietà benefiche del grano saraceno.

Evitare il cibo spazzatura, questa è una regola nient’affatto banale, perché spesso ci si lascia abbandonare a piccoli peccati di gola ma che non sono per nulla sani per la nostra salute.

Quindi il consiglio che tutti i medici sottoscrivono è quello di mantenere una vita sana, fare sport, e alimentarsi in modo corretto e sano.

L’apporto vitaminico

La vitamina B6 e l’acido folico sono consigliate sia per l’uomo (maggior volume spermatico) sia per la donna (rafforza l’impianto ovulare) sia per il feto (diminuisce il rischio di alcune patologie), presenti in cereali integrali, uova, cavolfiori, broccoli, legumi, avocado, fragole, kiwi.

Vitamina C e carotenoidi contribuiscono positivamente col loro potere antiossidante, contenuti in pomodori, zucca, carote, peperoni, lamponi e mirtilli.

Iodio, omega 3 e omega 6: consigliata l’assunzione di sale iodato, tonno, sgombro, mandorle e nocciole che aiutano non soltanto lo sperma dell’uomo, ma anche l’impianto embrionale nella donna e lo sviluppo del sistema nervoso nel feto.

Selenio e Zinco contenuti nelle patate, nell’avena, nei funghi, nel cacao, nei molluschi e nei crostacei nonché nelle ostriche considerate per eccellenza il cibo afrodisiaco, migliorano non soltanto la mobilità degli spermatozoi nell’uomo ma anche il livello di testosterone, l’ormone sessuale maschile.

La dieta mediterranea rimane dunque la più consigliata.

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