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La dieta vegetariana per sconfiggere il diabete

Il diabete è una patologia endocrina che dipende da un’anomala produzione di insulina, che influisce negativamente sull’andamento della glicemia. Il diabete è una di quelle malattie che può essere ottimamente controllata grazie all’alimentazione.

Tutti i benefici della dieta vegetariana

Un illustre studio, con annessa sperimentazione, condotto dalla Direttrice della Clinica Alimentare in collaborazione con una delle più prestigiose Università di Washington, ha rilevato che la dieta vegetariana è la più indicata a ridurre il grasso viscerale.

Per grasso viscerale s’intende lo strato adiposo che avvolge l’apparato digerente ed i suoi organi interni, comprimendolo e privandolo della sua fisiologica funzionalità.

Il grasso viscerale può interessare anche le persone apparentemente magre o pesoforma, in quanto è distribuito internamente e comprime stomaco, intestino, pancreas e, in qualche caso, si estende fino all’apparato urinario, compromettendo così anche il sistema drenante dell’organismo.

Uno studio fatto su 74 persone, afflitte da adipe viscerale, ha evidenziato che chi ha seguito una dieta vegetariana è riuscito a smaltire il doppio del grasso viscerale rispetto a chi ha scelto la dieta ipocalorica convenzionale.

I benefici specifici della dieta vegetariana per i diabetici

Frutta e verdura sono una fonte inestimabile di zuccheri semplici, vitamine, minerali ed enzimi fondamentali per un corretto metabolismo. Inoltre, molti ortaggi contengono buone fonti proteiche. La maggior parte dei legumi, per esempio, è considerata un potente normoglicemizzante.

Questo significa che la loro composizione nutrizionale, oltre a soddisfare il fabbisogno di tutti i macronutrienti, stimola il pancreas a secernere la giusta dose di insulina e permette di evitare picchi di ipo o iperglicemia, stabilizzandone l’andamento su valori normali.

I diabetici, quindi, dovrebbero, assolutamente, sostituire tutte le abituali porzioni di carne, pesce e latticini con abbondanti zuppe di legumi o primi piatti a base di fagioli, lenticchie, ceci. Le lenticchie, in particolar modo, sembrano essere l’alimento più benefico, da questo punto di vista.

La frutta a basso indice glicemico, ossia con un rilascio lento e graduale dei carboidrati, aiuta a stabilizzare i valori della glicemia, dà una sensazione di appagamento al gusto del dolce, aiutando anche psicologicamente il soggetto diabetico a sopportare le restrizioni alimentari e fornisce un calibrato apporto di zuccheri, che evita di entrare in una situazione di chetosi.

Le mele, soprattutto, sono un ottimo frutto per i diabetici, così come le pere non troppo mature, le banane leggermente acerbe, ancora verdi, tutti i frutti rossi, ricchissimi di antiossidanti e vitamina C. Anche gli agrumi ed i kiwi dovrebbero far parte dell’abituale dieta del diabetico: offrono un ottimo supporto al sistema immunitario e sono anti-infiammatori naturali, il che è un bene, perché aiutano il pancreas a sopportare il super-lavoro al quale è chiamato ad adempiere, in un soggetto diabetico.

Un’altra fonte di grassi buoni ed enzimi in grado di regolare la glicemia è data dalla frutta secca e dai semi oleosi. Noci, mandorle, nocciole, arachidi in guscio, anacardi, noci di macadamia e noci brasiliane andrebbero consumate, dai diabetici, nella misura di almeno una porzione al giorno, circa 20-30 grammi, preferibilmente a colazione.

Stesso dicasi per i semi, come quelli di lino, di girasole e di chia che, oltre ad espletare una funzione regolatrice della glicemia, aiutano anche l’intestino a funzionare correttamente.

La dieta vegetariana per combattere il diabete: un esempio pratico

Gli alimenti consigliati, quotidianamente, nella dieta del diabetico, che riescono a controllare ed a migliorare nettamente la gravità della patologia, deve tenere conto e rispetto del fabbisogno calorico individuale e deve fornire tutti i macro e micronutrienti necessari. Per quanto ipocalorica e dimagrante, una dieta sana non dovrebbe mai avere meno di 1200 calorie per le donne e 1400 per gli uomini.

Al di sotto di questa soglia, infatti, il fisico entra in una modalità protettiva, per la quale rallenta tutte le funzioni vitali, con gravi ripercussioni, non solo sulla linea, ma anche sul corretto utilizzo a fini energetici del grasso.

I carboidrati si possono assumere, in quantità moderate, sottoforma di cereali integrali o grezzi: riso integrale, farro, orzo, pasta integrale.

Il pane integrale è consentito, con morigeratezza, mentre sono da escludere i prodotti da forno molto trattati: biscotti, fette biscottate, pizze, brioches, focacce. Per sopperire alla mancanza di qualche cibo sfizioso si possono provare le gallette di riso o multicereali, che hanno un basso indice glicemico. Le proteine si potranno assumere tramite i legumi, da consumare abbondantemente.

Tutte le vitamine ed i sali minerali necessari si potranno attingere dalla verdura, che si può consumare in quantità illimitata sia cotta che cruda. Un piccolo accorgimento solo per carote e patate: sono due ortaggi piuttosto zuccherini quindi, in caso di diabete, vanno consumati con attenzione.

La frutta può essere mangiata, avendo cura di scegliere i frutti a basso indice glicemico, quindi gli agrumi, i kiwi, le fragole, le mele e, in generale, mai scegliere un frutto troppo maturo, perché la maturazione innalza il livello glucidico. Infine, non deve mancare la frutta secca, magari mescolata a yogurt di soia e semi, per una colazione o uno spuntino molto nutriente, proteico, bilanciato e normoglicemizzante.

Gli integratori naturali con potere normoglicemizzante
Nella dieta del diabetico, che vuole alimentarsi in modo corretto e propedeutico al controllo della patologia, si possono integrare dei cibi che fungono da integratori naturali, coadiuvanti nel processo di normoglicemizzazione. Uno tra tutti è, ad esempio, la lecitina di soia.

Si assume in forma granulare, è insapore, e può essere sciolta nelle minestre, nel the, nel latte vegetale, nei frullati. Ha una funzione detossinante, aiuta, molto efficacemente, a contrastare il colesterolo e ripulire le arterie. Inoltre fluidifica il sangue e controlla la pressione arteriosa.

Colesterolo ed ipertensione sono, spesso, patologie correlate al diabete. Un altro alimento molto interessante è il succo di aloe, da assumere come uno sciroppo, nella misura di un cucchiaio da minestra colmo, ogni mattina.

L’aloe aiuta ad ottimizzare le funzioni digestive, concorre alla cicatrizzazione delle microlesioni dello stomaco e dei villi intestinali e ripristina il corretto assorbimento dei nutrienti, stimolando l’intestino alla sua fisiologica funzionalità.

Chi è diabetico deve, necessariamente, eliminare o ridurre drasticamente tutti i dolci. Questo, a livello psicologico, suona come una restrizione insopportabile. Per gratificarsi senza danneggiare la salute, si può ricorrere ai dolcificanti ipocalorici.

Ad esempio: uno yogurt di soia dolcificato, con mezzo cucchiaio di cacao amaro senza zucchero, e qualche mandorla o noce, diventa una merenda molto appagante e sana. Il cacao amaro fornisce serotonina, l’enzima del buon umore, ed il dolcificante appaga la voglia di dolciumi.

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