dieta fuori casa

La migliore dieta per chi mangia fuori casa

Mangiare fuori casa
Mantenersi in forma e seguire una dieta alimentare corretta sono i pilastri fondamentali del vivere bene.
Talvolta, però, stili di vita sedentari e un’alimentazione non attenta fanno in modo che i chili di troppo si facciano sentire e nasce così l’esigenza di perdere qualche chilo di troppo attraverso la dieta.

Per chi lavora ed è costretto a consumare i pasti fuori casa riuscire a mantenere un’alimentazione sana magari anche smaltendo qualche chilo può risultare piuttosto complicato, non essendoci la possibilità di pesare gli alimenti e controllare le porzioni, né di tenere veramente sotto controllo i condimenti.

Mangiare fuori casa, specialmente durante la pausa pranzo al lavoro, è una necessità che coinvolge tantissime persone. Ma come fare per conciliare le tipiche offerte da fast food con l’esigenza di una dieta bilanciata che non faccia ingrassare?

  • Come fare a calcolare l’apporto nutrizionale e calorico del cibo che mangiamo senza una bilancia?

Effettivamente per chi consuma il pasto fuori casa è un problema riuscire ad individuare una dieta corretta e poterla seguire mangiando in mensa o al ristorante.

Partendo dall’idea che viviamo in uno dei migliori paesi al mondo in quanto a varietà culinarie e che la dieta mediterranea è già di per sé un buon punto di partenza, vediamo come è possibile risolvere il problema di mangiare fuori casa seguendo una dieta semplice ed equilibrata.

Qualche dritta preliminare

Prima di proseguire è opportuno chiarire alcuni aspetti fondamentali che sono molto importanti per il mantenimento di una buona salute e per lo stato di forma fisica.

La prima regola è quella di assicurare al nostro organismo il giusto apporto di liquidi, cioè almeno due litri d’acqua pura al giorno e circa un altro litro ricavato dagli alimenti. Questo è molto importante perché un corpo disidratato presenta degli scompensi che possono essere più o meno gravi a seconda del grado di disidratazione e che interessano il funzionamento degli organi interni, il metabolismo, la circolazione sanguigna fino ai casi più gravi in cui si verifica il pericolo di compromettere le funzioni vitali.

È quindi particolarmente importante prestare la dovuta attenzione all‘idratazione.
Cominciare la giornata con un bicchiere d’acqua è un’ottima abitudine e bere spesso fa bene. Ci sono parecchi casi in cui degli stati di malessere come il mal di testa non sono altro che una spia d’allarme che avvisa che la quantità d’acqua ingerita giornalmente è insufficiente.

La seconda regola è quella di tenere sotto controllo l’assunzione di sodio e di glucosio.
Gli eccessi di sodio provocano la ritenzione idrica che a sua volta è responsabile di gonfiori e stasi di fluidi specialmente nella parte bassa del corpo, gambe e piedi. una condizione che può portare a stati di affaticamento e a problemi circolatori.

Un altro aspetto negativo dovuto all’eccesso di sodio è relativo al pericoloso aumento dei valori di pressione sanguigna e arteriosa, nocivi per la salute.

Anche la glicosi va tenuta sotto controllo dato che gli eccessi di zuccheri alterano il metabolismo e costringono il pancreas a rilasciare massicce qualità di insulina, oltre ad essere anche causa di sovrappeso dato che il nostro organismo li immagazzina sotto forma di grassi.

La terza regola è eliminare o comunque limitare fortemente il consumo di alcolici e superalcolici, eliminare qualsiasi tipo di bevanda gassata e delle bevande dolci industrializzate.
Cibi con alte percentuali di grassi vanno evitati, così come vanno evitati i condimenti pesanti.

Il numero di pasti consigliato è di cinque, essendo tre i pasti principali (prima colazione, pranzo e cena) con due spuntini, uno a metà mattinata e uno nel pomeriggio, con l’obiettivo di suddividere la quantità di cibo in cinque volte piuttosto che in tre per non appesantire l’apparato digerente ed accelerare così il metabolismo.

È buona regola fare una ricca prima colazione e un pranzo completo, mantenendosi leggeri a cena.
Tenere presenti queste poche regole significa muoversi nella giusta direzione per avere una buona alimentazione stando attenti alla linea e alla salute.

La dieta del piatto unico

La dieta del piatto unico risponde a tutte le esigenze di chi mangia fuori casa e non vuole rinunciare a una corretta alimentazione. Non c’è bisogno di stare attenti al peso di ciascun alimento, né è necessario seguire e ricordare liste e menù particolari, né è indispensabile il consulto con un dietologo, a meno che non vi siano altri problemi di salute che lo impongano.

Questa è la soluzione più pratica per chi voglia tenere sotto controllo la dieta alimentare e per fornire all’organismo tutti gli elementi nutritivi fondamentali.

Il principio è quello che seguendo uno schema di suddivisione degli elementi nutritivi primari si tiene sotto controllo la linea con il semplice stratagemma di far entrare il proprio pasto in un piatto solo, laddove è proprio lo spazio del piatto il confine oltre il quale non possiamo spingerci.

Un modo molto semplice di mantenersi in forma a tavola, l’ideale per chi deve conciliare il mangiare fuori casa e vuole seguire una dieta facile e pratica.

Lo schema della dieta del piatto unico prevede la divisione ideale del nostro piatto in tre zone, in tre spicchi che corrispondono ai tre elementi nutritivi principali: proteine vegetali o animali, carboidrati da cereali integrali o patate e vitamine e carboidrati di origine vegetale.

La suddivisione nel piatto è tipicamente quella del 40 per cento di vegetali e le altre due parti ciascuna del 30 per cento per carboidrati da cereali integrali e proteine. Queste proporzioni nei mesi più caldi possono essere variate aumentando i vegetali al 50 per cento e portando gli altri due spicchi ciascuno al 25 per cento, per meglio bilanciare il fabbisogno di vitamine, minerali e liquidi nei periodi estivi.

Per quanto riguarda la frutta, questa può essere consumata durante la prima colazione e come spuntino o merenda in mattinata e nel pomeriggio, oppure scegliere di includerla insieme alle verdure. Per quanto riguarda i condimenti, olio extra vergine di oliva, frutta secca e semi oleosi sono da preferire. Stop a salse e salsine, maionesi ed altri condimenti particolarmente grassi.

Per capire quali sono gli alimenti di ciascuna categoria possiamo seguire queste indicazioni di massima: le proteine animali e vegetali le troviamo nelle carni rosse e bianche, nel pesce, nelle uova e nei legumi.

I carboidrati da cereali integrali o patate li troviamo nel riso e nella pasta integrali, nel pane integrale, nelle patate, nel farro, nell’orzo e nei tanti cereali disponibili; le vitamine e i carboidrati da verdura e frutta sono appunto contenuti nelle verdure e nei frutti freschi di stagione, negli ortaggi e nei legumi.

Si tratta quindi di abbinare liberamente le pietanze rispettando le proporzioni e si potrà così avere un menù sempre diverso tenendo sotto controllo le calorie e i valori nutrizionali.

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