cosa sono Amminoacidi ramificati

Gli aminoacidi ramificati cosa sono e a che servono?

Largamente utilizzati in ambito sportivo, gli aminoacidi ramificati svolgono un ruolo importantissimo anche nella cura di diverse patologie.

Cosa sono?

Gli aminoacidi ramificati, detti anche aminoacidi a catena ramifica o BCAA dall’acronimo inglese di branched-chain amino acidi devono il loro nome alla particolare struttura a rami.

Appartengono al gruppo dei nove aminoacidi essenziali, quelli cioè che non vengono sintetizzati dal nostro organismo ma devono essere assunti attraverso l’alimentazione: Leucina, Isoleucina e Valina (questo è il nome dei tre aminoacidi) sono presenti in diversi alimenti sia di origine animale che vegetale come pollo, manzo, uova, latte, pesce e legumi.

Diversamente dagli altri aminoacidi, che sono convertiti a livello epatico, i BCAA vengono metabolizzati solo nel muscolo scheletrico, poiché il fegato non presenta l’enzima BCAA amino-transferasi, in grado di metabolizzarli.

Nei muscoli gli aminoacidi ramificati possono essere utilizzati a vari scopi: per produrre energia, per la sintesi di nuove proteine muscolari e per la sintesi di alanina, ossia quell’aminoacido che concorre alla sintesi del glucosio da precursori non glucidici attraverso un processo conosciuto con il nome di gluconeogenesi.

Utilizzo degli aminoacidi ramificati in ambito clinico

In medicina gli aminoacidi ramificati vengono utilizzati nel trattamento delle patologie epatiche, nell’encefalopatia epatica e nella broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Sono utilizzati inoltre per stimolare la rigenerazione del fegato quando una parte di esso è stata rimossa e sono utili a prevenire il tumore al fegato in pazienti affetti da cirrosi.

Grazie all’alto turn-over (ricambio) proteico sono utili anche nel recupero da grandi traumi o ustioni, o anche negli stati caratterizzati da una progressiva riduzione della massa magra (ad esempio nella sarcopenia).

Effetti sul sistema nervoso centrale

Un recente studio mostra che una dieta ricca di proteine è in grado di migliorare le funzioni cognitive e i tempi di reazione.

Nelle persone in età avanzata, che non riescono ad assumere con l’alimentazione la dose sufficiente di aminoacidi ramificati è necessaria una integrazione che stimolando la produzione di neurotrasmettitori (sostanze che consentono la comunicazione fra le cellule del sistema nervoso) è in grado di incrementare le funzioni mentali.

I BCAA inoltre aumenterebbero la sintesi di serotonina cerebrale, un neurotrasmettitore che fra le sue funzioni ha quelle di regolare il sonno e il tono dell’umore, producendo su quest’ultimo effetti positivi tanto che l’uso di aminoacidi ramificati può essere consigliato anche nei casi di depressione, poiché ne migliora i sintomi.

BCAA e composizione corporea

I dati scientifici confermano che le persone che assumono aminoacidi ramificati migliorano la loro composizione corporea, e allontanano il rischio di sovrappeso e obesità.

Secondo i ricercatori la Leucina, in particolare, è in grado di stimolare un maggior dispendio energetico e aumentare la tolleranza al glucosio, proprio per quest’ultima caratteristica, i ricercatori stanno utilizzando gli amminoacidi ramificati come trattamento del diabete e dell’insulino-resistenza.

Aminoacidi ramificati e esercizio fisico

Gli integratori di BCAA vengono ampiamente utilizzati anche in ambito sportivo grazie alle loro molteplici funzioni. Gli aminoacidi ramificati vengono utilizzati sia negli sport di forza che in quelli di resistenza perché oltre alla funzione plastica (la costruzione muscolare) hanno anche una funzione energetica, grazie alla caratteristica di essere catabolizzati direttamente dal muscolo scheletrico e anti-catabolica, impediscono cioè il formarsi di lesioni ai danni del tessuto muscolare che tipicamente si verificano durante le sessioni di allenamento intense.

Contribuiscono inoltre a ridurre la sensazione di fatica centrale attraverso la loro capacità di limitare la presenza di triptofano nel sangue durante l’esercizio fisico, un aminoacido che durante l’esercizio intenso raggiunge il cervello provocando la sensazione di affaticamento.

Gli aminoacidi ramificati sono anche in grado di diminuire la stanchezza a livello muscolare e contrastare gli effetti del cosiddetto DOMS (indolenzimento muscolare ad insorgenza ritardata) che compare nei giorni successivi ad un allenamento intenso soprattutto di tipo eccentrico.

Anche se il DOMS non può essere eliminato del tutto, un supplemento con BCAA sembra uno dei metodi più efficaci per ridurlo.

Quando assumerli?

Dato che i meccanismi di sintesi proteica, fondamentali per la rigenerazione tissutale, avvengono durante l’intero arco della giornata, i BCAA potranno essere assunti in qualsiasi momento: a colazione, durante i pasti principali o addirittura prima di andare a dormire se avete i crampi della fame.

Ovviamente, l’ideale è suddividere in più dosi, nel corso delle ventiquattro ore, la quantità quotidiana di BCAA, che varierà da soggetto a soggetto a seconda del volume dell’allenamento.

Cosa dice l’OMS riguardo l’assunzione dei BCAA?

Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano un dosaggio giornaliero entro i 10 mg/kg di peso corporeo per tutti e tre gli aminoacidi ramificati.

I dosaggi possono subire delle modifiche solo sotto prescrizione del proprio medico, fino ad un aumento di 5-10 grammi al giorno.

Una normativa che il Ministero della Salute italiano ha rivisto, limitando a 5 grammi la quantità giornaliera, con un rapporto 2-1-1 dei tre ramificati, in ordine Leucina, Isoleucina e Valina.

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